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KunStart è riuscita quest’anno – ed è la prima volta che accade nell’ambito delle fiere italiane – a dedicare un’intera sezione espositiva all’arte del Giappone. La sezione abbinerà 4 gallerie di Tokyo (che per venire a Bolzano affronteranno oltre 10.500 km di volo aereo e ingenti costi di trasporto delle opere via mare) a 4 gallerie italiane che ne seguono arte e mercato. Il focus intende offrire uno spaccato sulla sempre più vivace e complessa scena artistica giapponese, che successivamente al 1990 (quando la recessione del Paese portò alla riduzione delle spese di affitto fino ad allora insostenibili per artisti e gallerie) è andata arricchendosi – specialmente a Tokyo – di innumerevoli spazi espositivi privati e pubblici. Considerando la rapida affermazione presso fiere e case d’asta mondiali di artisti e gallerie giapponesi, può dirsi che il nuovo millennio abbia segnato un’autentica svolta per il suo mercato, che registra oggi una continua rivalutazione. Protagonista di una modernizzazione che fu bruscamente interrotta dalla immane tragedia del conflitto bellico, il Giappone e' riuscito a riprendersi miracolosamente fino a giungere all'apice dell'economia mondiale. La sua arte ha seguito fedelmente questa stessa strada. La pittura esige tradizionalmente una grande preparazione dell’artista non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche interiore, una meditazione con l’assimilazione dell’oggetto da rappresentare, in un certo senso il compenetrarsi in ciò che si sta realizzando al punto tale di pensarlo proprio (per i giapponesi un’opera non può dirsi completa se non ha il “Ki-in”, ovvero la “nobiltà interiore”). Dall’Impressionismo a Marcel Duchamp, padre di tutte le avanguardie, l’influenza dell’arte giapponese è evidente nell’abbandono della prospettiva, nell’attenzione al dettaglio, nella ricchezza minimale della composizione. La “scoperta” culturale del Giappone dalla seconda metà dell’Ottocento in avanti è stata fonte di rinnovamento e serbatoio di confronti ed esperienze per tutti gli artisti europei e, quindi, americani. E proprio oggi che in generale l’arte contemporanea in Oriente ha avuto un’esplosione straordinaria (basti pensare al fenomeno cinese o anche alla Corea), ci accorgiamo come proprio il Giappone si ponga come diretto interlocutore dell’Occidente, in un sistema in cui la cultura tradizionale è un background imprescindibile. Si può dire che dagli anni ’50 ad oggi, dal famoso gruppo Gutai celebrato in tutto il mondo, il contemporaneo giapponese fa parte integrante del sistema dell’arte. Sono da notare come sue caratteristiche generali una grande vocazione alla radicalità della poetica, una volontà di affermare una visione del mondo totale ed una straordinaria accuratezza esecutiva, anche quando gli artisti usano tecniche mediali come il video o la fotografia. Il contributo giapponese al mainstream artistico internazionale era e resta fondamentale. Composto da un arcipelago di 6.862 isole, il Giappone è piccolo: con 128 milioni di abitanti è la decima nazione più popolosa al mondo. Esprime al tempo stesso la seconda maggiore economia per prodotto interno lordo ed è il quarto maggiore esportatore a livello mondiale. Anche per questo i suoi artisti, taluni di enorme talento, possono contare su un mercato dell'arte in crescita esponenziale. I caratteri che compongono il nome Giappone significano "origine del sole", è questo il motivo per cui è spesso identificato come la terra del Sole nascente: l’augurio è che Bolzano sappia accoglierlo al meglio, riflettendone i raggi nel cuore dell’Europa.
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