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Per gli esperti il 2008 passerà alla storia come l’anno della “crisi finanziaria”, anche se sarebbe sicuramente molto riduttivo riassumere così un anno veramente complesso e turbolento. Ad eccezione degli Stati Uniti, le principali economie mondiali, comunque, hanno continuato ad espandersi in modo significativo anche nel primo semestre del 2008. Per l’economia statunitense ci si attendeva un cosiddetto “soft landing” – ovvero una riduzione graduale della dinamica della crescita. Nemmeno gli esperti avevano però previsto che la situazione si sarebbe deteriorata in così poco tempo. L’economia mondiale è cresciuta nel 2008 del 2,3%, trainata, a differenza degli anni passati, non più dagli Stati Uniti (+1,3%), quanto piuttosto dalle economie emergenti che hanno registrato uno sviluppo molto positivo (ad esempio Cina e Hong Kong: +7,1%). L’area dell’Unione Europea (UE27) è cresciuta dell’1,1%. Grazie ad un ottimo primo semestre la Germania, leader assoluto nell’export, è riuscita ancora a segnare una crescita dell’1,3%. In Austria la crescita è stata dell’1,6%, mentre l’Italia ha registrato un calo dello 0,4%. Quanto accaduto nel 2008 sui mercati delle materie prime, sui mercati valutari e sul mercato finanziario ricorda delle vere e proprie montagne russe. In molti mercati si è assistito nel corso dell’anno ad una vera e propria inversione di tendenza, soprattutto per quanto concerne le materie prime, l’inflazione, il cambio euro/dollaro e i tassi di interesse della BCE. Dalle statistiche definitive per l’economia altoatesina nonché dalle valutazioni degli imprenditori per il 2008 si evince che la crisi economica internazionale ha sicuramente sfiorato anche l’economia locale, portandola ad un tasso di crescita del +1,5%, senza però provocare una crisi generalizzata. Il numero delle persone occupate nel 2008 è salito mediamente del 2,5% rispetto al 2007. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto basso, ossia sul 2,4%. Il numero delle procedure fallimentari aperte (71) è risultato addirittura in calo. Il commercio estero ha mostrato un’elevata dinamica all’inizio del 2008, perdendo ritmo verso la fine dell’anno. Il 2008 si è chiuso con un aumento del 2,0% per le esportazioni e del 6,2% per le importazioni. Nel settore ricettivo il record di presenze turistiche del 2007 è stato superato dell’1,5%. Nell’agricoltura il raccolto di mele è stato commercializzato a prezzi più che soddisfacenti. I prezzi del vino sono rimasti stabili. Il volume creditizio erogato dagli istituti di credito locali è aumentato nel corso dell’anno, per chiudere il 2008 con un aumento pari al +5,4% su base annuale. La congiuntura provinciale è stata influenzata in modo positivo grazie ad alcuni motori di crescita, come quello del risanamento energetico. Ci sono stati però anche degli andamenti negativi: a causa di prezzi energetici e alimentari in aumento, il tasso dell’inflazione è salito temporaneamente al 4,7%. Il numero delle imprese appare leggermente in calo (-0,4%). Un numero crescente di imprese segnala difficoltà legate all’accesso al credito, il peggioramento della morale nei pagamenti e problemi di liquidità finanziaria. In alcuni comparti dell’industria la situazione degli ordinativi si è deteriorata nel corso degli ultimi mesi dell’anno. Le concessioni edilizie hanno segnato un trend in netta diminuzione. Anche l’indice di fiducia dei consumatori risulta in leggero calo, mantenendosi però al di sopra dei valori nazionali ed europei. Nel 2008 le imprese altoatesine sono riuscite ad aumentare i propri fatturati dell’1,3% (media di tutti i settori, valore nominale). In riferimento ai risultati reddituali conseguiti, le valutazioni degli imprenditori altoatesini indicano un leggero peggioramento rispetto al 2007. Il 28% delle imprese intervistate ritiene di aver realizzato redditi buoni, il 52% soddisfacenti ed il 20% insoddisfacenti. Ciò lascia pensare che le imprese siano riuscite a gestire meglio i costi. Il 2009 sarà sicuramente un anno difficile per l’economia mondiale. Tutte le maggiori economie sono ormai cadute in una fase di recessione. L’Istituto per la ricerca economica IFO di Monaco nel suo rapporto EEAG prevede per l’economia mondiale una crescita attenuata nel 2009, pari a +0,3%. Per gli Stati Uniti si suppone un -1,0%, per la zona EU27 -1,2%, per la Germania -2,2%, per l’Italia -1,5%. Alcuni paesi emergenti come la Cina e Hong Kong realizzeranno invece una crescita economica anche nel 2009 (+7,5%). Dinnanzi a questo quadro poco rassicurante per il 2009 ci sono però anche alcuni sprazzi di luce: le ultime ricerche dell’IFO, pur non indicando ancora una ripresa, fanno comunque supporre che l’economia mondiale dovrebbe aver presto toccato il fondo. Anche gli studi di Confindustria mostrano primi segnali di una ripresa per l’economia italiana. Tuttavia, la maggior parte degli istituti di ricerca prevede al massimo una ripresa nel secondo semestre. Ma le previsioni al momento sono tutt’altro che stabili e dipendono da molti fattori. È comunque molto probabile che il 2009 non sia un anno segnato dall’inflazione come il 2008, bensì dalla deflazione. Recentemente la Spagna è entrata, prima nazione in Europa, in una fase di deflazione. Altri rischi emersi nel 2009 sono la situazione tesa sui mercati immobiliari di alcuni paesi (Gran Bretagna, Spagna), nonché la situazione precaria del bilancio pubblico di alcuni stati (come in Islanda o Ungheria), senza considerare poi gli sviluppi sul mercato del lavoro (licenziamenti a seguito di fallimenti e altro). In un quadro di crescente incertezza generale, per la seconda volta di seguito gli imprenditori altoatesini hanno rivisto al ribasso le proprie stime sulla redditività futura, e questo in tutti i settori. L’indice delle attese reddituali è sceso da un valore di 81, registrato lo scorso anno, all’attuale 63. Ciò significa che l’8% degli imprenditori prevede per il 2009 una situazione reddituale buona, il 55% soddisfacente ed il 37% insoddisfacente. Compressivamente perciò prevalgono ancora le valutazioni positive. Le attese per l’anno in corso si mostrano particolarmente ottimistiche nei servizi privati (indice: 78) e nel settore alberghiero e della ristorazione (75), seguito dall’artigianato manifatturiero (69). Un po’ sotto la media altoatesina risultano il commercio all’ingrosso e al dettaglio (in entrambi i casi l’indice è pari a 60). Molto più prudenti, invece, sono le stime del settore edile (50). L’industria (31) si aspetta un anno difficile. Se si confrontano le previsioni sopra descritte con quelle di un anno fa, si nota come in tutti gli otto settori oggetto dell’indagine le previsioni per il futuro risultino in calo, coinvolgendo in particolar modo l’industria, il commercio all’ingrosso e l’edilizia. Per l’industria il 2009 sarà un anno difficile, essendo il settore più esposto agli avvenimenti internazionali. Per l’artigianato manifatturiero si prevede una situazione stabile. Nell’edilizia gli interventi legati al risparmio energetico compenseranno in parte il rallentamento sul mercato delle nuove costruzioni. Per l’ingegneria civile sarà un anno difficile. Nel commercio all’ingrosso ed in quello al dettaglio i comparti dei beni di consumo “di base” sono relativamente più fiduciosi rispetto a quelli che negoziano beni di investimento o articoli di lusso. Il settore alberghiero segnala una situazione di prenotazioni per la stagione estiva sui livelli dell’anno precedente. Secondo indagini condotte a livello europeo, la crisi economica non dovrebbe per ora aver influenzato particolarmente la propensione a fare vacanza. Si teme però maggiore risparmio sugli extra. Insieme al settore alberghiero e ristorazione, i servizi sono il settore che esprime maggiore fiducia per il 2009. Il quadro positivo interessa tutti i comparti, ad eccezione del settore dei trasporti. Le cooperative agricole prevedono una buona tenuta della domanda, ma con prezzi di vendita inferiori a quelli della scorsa campagna di commercializzazione. Quali saranno le maggiori sfide nel 2009? A detta delle imprese sarà sicuramente la necessità di generare una domanda sufficiente. Infatti, viene indicata 125 volte una risposta facente parte della categoria “mantenere il fatturato, nuovi ordini, nuovi mercati”. Ma anche la concorrenza in aumento e la pressione sui prezzi di vendita preoccupano le imprese (48 risposte). Al terzo posto risulta la voce “riscossione crediti, solvibilità clienti” (43 risposte). Dal quadro che si presenta a conclusione delle analisi, l’IRE prevede per l’economia locale un ulteriore rallentamento della dinamica nel corso del 2009. Inferiore agli anni passati sarà soprattutto l’apporto esterno, legato al mercato nazionale ed internazionale. Ciò nonostante, a causa delle peculiarità dell’economia locale, dovrebbe essere possibile evitare di entrare in una vera e propria fase recessiva. In considerazione di tutti i fattori rilevanti l’IRE stima per il 2009 un modesto tasso di crescita dell’economia altoatesina, pari allo 0,5%.
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